Caro Direttore,
quando si percorrono strade nuove e mai battute prima, qualche esitazione è umana, molto umana. Non vogliamo unirci alle schiere dei tanti entusiasti, più o meno sinceri, che ti consiglieranno di andare avanti senza tentennamenti. Vogliamo parlarti, di cuore, tra gente che è abituata a mettersi in gioco per quello in cui crede. Noi abbiamo fin dal primo giorno compreso la forza morale della tua lotta. Mentre tu lanciavi la Moratoria già alcuni di noi erano impegnati negli enti locali o in Parlamento a combattere una quotidiana piccola grande battaglia per la vita, per la maternità consapevole, per il sostegno ai Cav. Rivoli di un grande fiume, singoli nel grande popolo della vita a cui tu hai nobilmente dato voce in questi mesi. L'impegno e la coerenza dei nostri comportamenti ci anima a rivolgerti un ultimo, forse disperato, appello. Siamo convinti, e fai bene a rimarcarlo ogni volta che puoi, che la Politica non possa essere indifferente a questi temi. Il popolo della vita ha ottenuto importanti successi in questi anni: la grande campagna per l'astensione al referendum sulla legge 40, l'imponente partecipazione al Family Day, la centralità nella società della battaglia per la moratoria e la piena applicazione della 194. La forza di questi successi sta principalmente nell'aver creato alleanze inedite: politica e società, cattolici e laici, giovani e anziani, single e famiglie. Perchè rischiare di disperdere tutto questo, costringendo i tanti come noi che condividono questa battaglia ma si riconoscono in altre forze politiche a negarti il loro sostegno politico, civile e culturale? Perchè rinchiudere l'immenso patrimonio di senso comune e di vissuti personali e comunitari del popolo della vita in una gabbia, quando invece abbiamo la possibilità di contaminare altri settori della nostra società? Non è meglio combattere questa battaglia nel PdL, la grande famiglia che ospita tanti cattolici e tanti laici che non si riconoscono nella dittatura del relativismo laicista? Non è più utile alla causa sollecitare il centrodestra a valorizzare alcuni tra i tanti che questa battaglia l'hanno condivisa e portata avanti? Nei momenti delle scelte difficili molti sentimenti si inseguono. Tra questi ci può essere - e guai se non ci fosse - anche un po' di orgoglio. Qualcuno ti dirà che ritirarti sarebbe una sconfitta, che non puoi tornare indietro. Noi crediamo sarebbe peggio ridare fiato ai nemici della vita, a quelli che attendono con ansia il tuo x per cento per dimostrare (?) che della vita non frega niente a nessuno. Non essere così generoso con loro.
Con stima
Azione Giovani
venerdì 29 febbraio 2008
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1 commento:
Bene così...peccato per la risposta poco cortese...
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