domenica 21 settembre 2008

Armando Tagliaferri: " Eccezionale per scelta".



Ag si felicita sentitamente per l'annunciata intitolazione ad Armando Tagliaferri della piazza dinanzi alla sede dei Vigili Urbani. In realtà non ci interessa assolutamente il luogo scelto, ma la rilevanza che finalmente viene data ad uno degli eroi della nostra cittadina. Armando Tagliaferri è stato, in vita, una di quelle figure storiche che noi amiamo chiamare " eccezionali per scelta", in quanto hanno sacrificato la loro stessa vita per qualcosa in cui credevano fermamente. Armando Tagliaferri morì per il proprio senso di responsabilità. L'intitolazione di questa piazza rappresenta il lieto compimento di una delle nostre molte rivendicazioni e per questo non possiamo non ringraziare l'Unuci che è riuscita a concretizzare la richiesta che,siamo certi, non solo noi avevamo effettuato negli ultimi anni. Colgo l'occasione per ricordare agli Amministratori che ci sono molti altri " eccezionali" che meriterebbero senza ombra di dubbio una intitolazione. Credo,infatti, che la Commissione Toponomastica si sia dimenticata il nome di Grappelli,musicista di fama internazionale e grande ammiratore delle bellezze di Alatri, al quale sino ad ora è stata intitolata una sfilata che, con tutto il rispetto,poco aveva a che fare con un violinista di tale valenza artistica. Spero che anche questa figura possa ricevere presto il giusto riconoscimento da una cittadina come la nostra che tanto ha ricevuto dalle sue continue visite e dalle splendide pagine dedicate da Grappelli ad Alatri nei suoi libri.


Giulio Paniccia, vicepresidente Ag Alatri.

martedì 16 settembre 2008

Lettera aperta ad ogni italiano...di Federico Iadicicco

Iadicicco , è quello con la camicia blu.
.Carissimo,non ti scrivo per riaprire il dibattito sul ventennio fascista, non credo infatti che questa debba essere la mia prima preoccupazione di eletto nelle istituzioni e di dirigente politico. Penso piuttosto che sia materia per gli storici e, da questo punto di vista, mi riconosco appieno nelle posizioni di Renzo De Felice e Gianpaolo Pansa. Penso anche che sia materia sulla quale, giustamente, si interrogano le più alte cariche istituzionali, che in questo modo cercano di portare a compimento il difficile processo di pacificazione nazionale. Ti scrivo invece a proposito del dibattito sulla necessità o meno di dirsi anti-fascisti, per condividere con te alcune riflessioni. Circa due anni fa, non nel 1943, il più importante sito della rete antifascista italiana, Indymedia, pubblicò un articolo di commento a una iniziativa di Azione giovani di Roma e ritenne utile mettere vicino al mio nome anche il mio indirizzo di casa, con l'evidente intento di puntare l'indice contro di me e di indicarmi come bersaglio da colpire. Ho pensato: “Come potrei aderire alla cerchia dei miei aguzzini? Come potrei dichiararmi antifascista?”. Ma sono andato oltre per non farne una questione personale.Mi sono ricordato poi che negli ultimi 5 anni, non nel 1943, almeno per una ventina di volte le nostre sedi sono state bersaglio di assalti, devastazioni, attentati incendiari, da parte di personaggi che si vantavano di essere antifascisti. Mi ci vedi a tirare le bombe molotov contro una sede di partito? Addirittura contro una sede del mio partito? Mi sono detto no, non posso essere antifascista. Poi riflettendo ho fatto autocritica e ho pensato che magari sono troppo legato a questa idea delle sedi quelle che una volta si chiamavano "sezioni". Allora sono andato avanti.Mi sono ricordato, però, che negli ultimi cinque anni, non nel 1943, i ragazzi di Ag in tutta Italia hanno subito numerose aggressioni nel nome dell'antifascismo, aggressioni verbali e fisiche, bastonate, sprangate per capirci. Ti sembra possibile che il presidente di Azione giovani a Roma si aggiri per la sua città a sprangare i propri ragazzi? “No, non posso proprio essere antifascista”, ho pensato ancora fra me e me. Poi per non lasciare nulla di intentato ho detto magari sono troppo sentimentale, così legato a questi ragazzi con i quali condivido un percorso umano prima che politico.Sono andato un po' indietro nel tempo fra gli anni Settanta e Ottanta, comunque non nel 1943, e mi è venuto alla mente che alcune decine di ragazzi come me, che facevano quello che faccio io oggi, sono stati uccisi dall'odio degli antifascisti e francamente a quel punto sono crollato. Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l'ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo.A questo punto ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi di Azione Giovani. Prego Dio affinché ci dia la forza di perdonare chi in nome dell’antifascismo ha ucciso giovani vite innocenti; ma cerca di comprenderci noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti.


Federico Iadicicco(Presidente Azione Giovani Roma)“


"Io vi risponderò con Paolo di Tarso, che non faccio il bene che pure voglio, ma il male che non voglio, ed aggiungerò che l’angelo che in noi dorme, suole svegliarsi quando la bestia lo trascina, e destandosi piange la sua schiavitù e la sua disgrazia. Quanti buoni sentimenti nascono dalle cattive azioni in cui la bestia ci precipita” Miguel De Unamuno