
Restare all’opposizione è un fatto puramente di coerenza. La scelta di Alleanza Nazionale di restare fuori dall’Amministrazione, scelta peraltro condivisa pienamente da noi di Ag, ci riempie nuovamente d’orgoglio e ci fa comprendere come i valori della destra siano ancora saldi nelle coscienze e nei cuori delle persone in cui crediamo. Donare parte del nostro tempo, sacrificare qualcosa di noi per questa città e per una comunità politica ha senso, infatti, solo se ciò in cui crediamo viene espresso dalle scelte politiche del partito cui facciamo riferimento. E anche per questo motivo ci dispiace che l’Avvocato Maggi abbia, in questo senso, fatto una scelta diversa,una scelta che lo ha portato purtroppo fuori dalla nostra comunità.
Anche noi crediamo nel progetto del Pdl, ma, davanti una situazione amministrativa che non ci piace non crediamo sia stato opportuno anticipare i tempi andando verso un partito, non scordiamolo, che per ora non esiste.
Dal canto nostro continueremo a esercitare un’opposizione costruttiva che mira, come sempre, a sottolineare tutte quelle situazioni che devono essere migliorate.
Ad oggi, per esempio, il problema della sicurezza è ancora irrisolto. L’istallazione delle più volte promesse telecamere è sempre più una chimera, e proprio in funzione della politica nazionale del Pdl, che sta dando una vera sferzata al problema, riteniamo opportuno che anche ad Alatri ci si dia da fare in questo senso. Sembra non importare niente, poi, della questione giovanile locale. Teniamo a ribadire che questo è un altro dei punti cardine che il Pdl sta affrontando a livello governativo, come provato dalla creazione di un Ministero apposito guidato dal nostro Presidente nazionale, Giorgia Meloni. Inoltre le mura ciclopiche devono ancora essere pulite e sono vittime di una situazione che comincia ad essere vergognosa per la nostra identità cittadina e per chi quelle mura le ricorda con devota memoria storica.
Queste sono tutte situazioni che non possono essere trascurate da chi fa parte di quel sistema valoriale che il Popolo della libertà rappresenta.
Merita infine una particolare menzione la vicenda delle case popolari. Per prima cosa crediamo sia poco opportuno venire meno alla parola data in ben due campagne elettorali: non crediamo sia politicamente leale costruire dove si era detto che non si sarebbe costruito. Speriamo, comunque, che ovunque queste case popolari verranno edificate si terrà conto del modello del riscatto di proprietà che si attua in molte del Lazio, come certificato dalla legge approvata consiglio regionale nella seduta del 29/30/31.VII.2002.
Questo metodo sarebbe una vera rivoluzione sociale e culturale. Da un lato i più poveri potrebbero diventare proprietari delle abitazioni in cui risiedono tramite questo meccansimo di riscatto, che vede il canone di locazione considerato come rata di acquisto, dall ‘altro,le Ater, potranno nuovamente realizzare quartieri a bassa densità abitativa, evitando la creazione di veri e propri alveari.
Anche noi crediamo nel progetto del Pdl, ma, davanti una situazione amministrativa che non ci piace non crediamo sia stato opportuno anticipare i tempi andando verso un partito, non scordiamolo, che per ora non esiste.
Dal canto nostro continueremo a esercitare un’opposizione costruttiva che mira, come sempre, a sottolineare tutte quelle situazioni che devono essere migliorate.
Ad oggi, per esempio, il problema della sicurezza è ancora irrisolto. L’istallazione delle più volte promesse telecamere è sempre più una chimera, e proprio in funzione della politica nazionale del Pdl, che sta dando una vera sferzata al problema, riteniamo opportuno che anche ad Alatri ci si dia da fare in questo senso. Sembra non importare niente, poi, della questione giovanile locale. Teniamo a ribadire che questo è un altro dei punti cardine che il Pdl sta affrontando a livello governativo, come provato dalla creazione di un Ministero apposito guidato dal nostro Presidente nazionale, Giorgia Meloni. Inoltre le mura ciclopiche devono ancora essere pulite e sono vittime di una situazione che comincia ad essere vergognosa per la nostra identità cittadina e per chi quelle mura le ricorda con devota memoria storica.
Queste sono tutte situazioni che non possono essere trascurate da chi fa parte di quel sistema valoriale che il Popolo della libertà rappresenta.
Merita infine una particolare menzione la vicenda delle case popolari. Per prima cosa crediamo sia poco opportuno venire meno alla parola data in ben due campagne elettorali: non crediamo sia politicamente leale costruire dove si era detto che non si sarebbe costruito. Speriamo, comunque, che ovunque queste case popolari verranno edificate si terrà conto del modello del riscatto di proprietà che si attua in molte del Lazio, come certificato dalla legge approvata consiglio regionale nella seduta del 29/30/31.VII.2002.
Questo metodo sarebbe una vera rivoluzione sociale e culturale. Da un lato i più poveri potrebbero diventare proprietari delle abitazioni in cui risiedono tramite questo meccansimo di riscatto, che vede il canone di locazione considerato come rata di acquisto, dall ‘altro,le Ater, potranno nuovamente realizzare quartieri a bassa densità abitativa, evitando la creazione di veri e propri alveari.






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