Ciò che sta accadendo nei confronti della visita del Papa presso l’Università la Sapienza di Roma è quanto di più spregevole si ci potesse aspettare dalla furia laicista dell’intellighenzia sinistra della nostra Italia. La cultura del ritorno dei brigatisti in Parlamento fa ancora colpo! Il vuoto esistenziale che marca stretto questa gente è ormai l’oscuro protagonista di ogni loro azione e vive di mere riluttanze ideologiche e di campagne antiliberali senza fine. Bisogna infatti sottolineare come ci sia un comune movente tra il far tornare nella scena politica del paese ex terroristi brigatisti e lo spirito materialista e antidemocratico che muove questa protesta. L’ Università non è una proprietà più che privata dello scientismo e dei suoi derivati, ma un luogo di confronto, di ricerca, di collaborazione. In questa ulteriore triste e deprimente vicenda dell’Italia Prodiana non possiamo non sentirci vicino al Papa e alle Chiese locali e non che stanno vivendo questi momenti con estremo rammarico e con rassegnazione. La presenza del Papa, che dovrebbe essere vista come un’occasione importante di dialogo, è stata interpretata come una minaccia: le baronie universitarie dei professori sessantottini continuano ad esercitare il loro dominio in barba al “ diritto di parola” così tanto rivendicato in tempi non molto lontani. Le contraddizioni in termini, le spudorate incoerenze, le manifestazioni di viltà e di pubblica indecenza sono solo sintomi affermati del reducismo dal 68. Esiste, e noi lo possiamo assicurare, un’entità politica, culturale e giovanile ben differente, che è estranea a questo potere e che anzi viene temuta dalla cultura di sinistra poiché è determinata al cambiamento ed è portatrice di un modo antropologico di esistere intriso di valori. Infine, una richiesta formale: vorremmo che ogni scuola d’Italia invitasse il Papa al fine di fargli sentire tutta la nostra vicinanza e tutta la nostra rabbia per quanto accaduto.
Circolo di Alleanza Nazionale di Alatri.
Circolo “ Paolo Borsellino” di Ag Alatri.
martedì 15 gennaio 2008
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1 commento:
non vi vergognate di questo:
trattandosi di una sentenza in primo grado, non solo condivido la scelta di Cuffaro ma la anche comprendo.
g.Fini
idioti
cambiate nome che è meglio
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