Le ragioni di una rivolta generazionale.“Parliamo di Rivolta Generazionale perché il malessere della nostra generazione è diffuso ben oltre le appartenenze di partito e la voglia di riscatto sociale e civile, prima che politico, è sentita profondamente da parte di tutti i giovani d’Italia. Viviamo una situazione generale davvero complessa e difficile. Il dibattito sull’abbattimento dello “scalone” pensionistico è apparso completamente precluso alla nostra generazione, quella che dovrà sostenere il peso terribile di un sistema proteso nell’assicurare vantaggi eccessivi nell’immediato, ed indifferente alle prospettive dell’Italia di domani. Secondo le statistiche ufficiali siamo la prima generazione italiana a guadagnare mediamente meno dei nostri genitori dal dopoguerra. Aggiungo che la precarizzazione del lavoro, per quanto figlia dei mutamenti sociali intervenuti in tutta Europa, provoca un senso di angoscia davvero profondo che non può venire derubricato ad una sorta di capriccio adolescenziale, direi quasi di stampo “sessantottino”. Un lavoro che non c’è resta un problema certamente più grave di un lavoro precario, ma una occupazione del tutto priva di un minimo di garanzie nel medio e nel lungo periodo è un problema che destabilizza l’armonia sociale e può pregiudicare il destino dell’intera comunità nazionale. Le soluzioni introdotte nella nostra Legge Biagi, restano preferibili a quelle formulate dal cosiddetto “pacchetto Treu”, ma serviranno correttivi, via via che la sperimentazione “sul campo” della riforma del lavoro avrà avuto la possibilità di attuarsi compiutamente. Il ricorso alla flessibilità resta una strada obbligata, ma non può essere l’unica. Ci sono una serie di misure che non attengono direttamente alla riforma del lavoro, eppure dovrebbero accompagnare la nuova realtà sociale italiana. Proprio il nostro governo riuscì a portare in Finanziaria delle agevolazioni straordinarie per l’accesso al credito nell’acquisto della prima casa anche da parte di quelle giovani coppie che non avevano contratti professionali garantiti ed a tempo indeterminato. L’attuale governo Prodi ha preferito smantellare quel fondo di garanzia ed introdurre delle agevolazioni sugli affitti. Un messaggio che va nel senso opposto a quello di chi vorrebbe fornire elementi di sicurezza e serenità alle giovani generazioni. D’altra parte, stanno cercando con i Dico di rendere precari anche gli affetti, figuriamoci se potevamo aspettarci di meglio da un governo che in fatto di precarietà certo qualche scrupolo di coscienza ce lo fa venire tutti i giorni…
In conclusione, di fronte ad un tale scenario, soltanto accennato, parafrasando Kahlil Gibran, mi verrebbe da dire che la politica italiana per saldare i debiti con il suo passato si sta gravemente indebitando nei confronti del nostro futuro. Azione Giovani farà la propria parte, si batterà ovunque, nelle strade, nelle scuole, nelle università, e nelle istituzioni ogni qualvolta riuscirà ad accedervi. Non staremo a chiedere a nessuno l’adesione al nostro movimento politico come condizione vincolante per aderire alla nostra battaglia. E’ la rivolta civile di una generazione, non è soltanto una campagna politica”.
On. Giorgia Meloni






Nessun commento:
Posta un commento